>
Banner Orizzontale 2
Visualizzazione post con etichetta Osho. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Osho. Mostra tutti i post

14 dicembre 2011

Frasi spirituali, saggezza e amore di Osho

osho
Frasi spirituali di Osho. Saggezza, amore, ricerca interiore:
Frasi sulla saggezza e crescita spirituale (quelle sull'amore in fondo):


Ti piace Osho? Prova la meditazione guidata. Clicca qui

Invecchiare non vuol dire crescere.

La vita è un mistero: un mistero è un mistero, un enigma che non può essere risolto.
Pertanto, tutte le domande sono prive di rilievo, sono irrilevanti...Per quanto tempo puoi continuare a chiedere? Un giorno smetterai perchè ne avrai compreso l'evidenza, e cioè che la vita è un mistero da vivere e non un problema da risolvere.

18 novembre 2011

(Osho) Non puoi arrendere il tuo ego,

Osho
poiché non esiste. Puoi introdurre un pò di consapevolezza, un pò di coscienza, un pò di luce. Dimentica completamente l'ego e concentrati totalmente sull'introdurre nel tuo essere attenzione, presenza consapevole. E nel momento in cui la tua consapevolezza diventa una fiamma, allorché è focalizzata, non riuscirai a trovare alcun ego. (...)
L'ego è un miraggio, sembra esistere. Quando sei profondamente addormentato dal punto di vista spirituale, è incredibilmente forte e naturalmente ti crea dei problemi. Tutta la tua infelicità ne è frutto, come pure le tue tensioni e le tue ansie. (Osho)

12 novembre 2011

(Osho) La tua inconsapevolezza non può essere sradicata

osho
in un mondo in cui tutto è organizzato, in cui ogni cosa si ripete meccanicamente ogni giorno. La tua inconsapevolezza scompare nel momento in cui succede improvvisamente qualcosa di inaspettato, di strano e sorprendente.
Per esempio, io vi sto parlando. Questo non vi porterà fuori dal vostro stato di inconsapevolezza. Ma, se d'un tratto questo tavolo si mettesse a parlare, in questa stanza non una sola persona rimarrebbe inconsapevole. (...) Persino mille mie parole non sono sufficienti; voi le ascolterete inconsapevolmente. Ma una sola parola pronunciata da questo tavolo sarebbe sufficiente per farvi raggiungere uno stato di consapevolezza mai conosciuto prima.

9 novembre 2011

(Osho) Per te la meditazione è solo una parola.

osho
Non è ancora un sapore, non è diventato un nutrimento, per te non è ancora un'esperienza; perciò posso comprendere la tua difficoltà. Ma anche tu devi comprendere la mia difficoltà: forse le vostre malattie sono molte, ma io ho solo una medicina; e la mia difficoltà è questa: continuare a vendere la stessa medicina per i pazienti più diversi, per le diverse malattie.
Non mi interessa sapere quale sia la tua malattia, perché ho solo una medicina. Discuterò con te, qualsiasi sia il tuo male, ma alla fine dovrai accettare quell'unica medicina. Non cambia mai.

29 ottobre 2011

(Osho) L'isolamento non può creare l'amore,

osho
crea il bisogno. L'amore non è un bisogno! Cos'è l'amore? E' un lusso e scaturisce dalla solitudine. Quando sei totalmente solo, felice, gioioso e con un animo in celebrazione, in te si accumula un'energia immensa. Non hai bisogno di nessuno. In quello stato l'energia è tale e tanta che vorresti condividerla, per cui inizi a donarla.
La doni perché hai tantissimo, dai senza chiedere niente in cambio: quello è amore.
Pochissime persone realizzano l'amore e sono persone che, prima, hanno realizzato la solitudine.

Per approfondire Solitudine e isolamento

28 ottobre 2011

(Osho) L'ego non è mai interessato a ciò che è ovvio,

Osho
non gli importa ciò che sei. Si interessa solo a una meta remota: più remota è la meta, maggiore sarà l'interesse. Ma l'illuminazione non è una meta, è non è distante da te neppure un millimetro... sei tu. (...)
Se riesci a comprendere questa facilità... o meglio, questa realizzazione priva di qualsiasi sforzo della tua natura... dirò che sei intelligente solo se riesci a comprendere questo; se non ci riesci, non sei intelligente, sei solo una persona egoista che si sforza... così come ci sono egoisti che tentano di diventare i più ricchi del mondo, oppure i più potenti, ci sono altri egoisti che tentano di illuminarsi.

Osho

17 luglio 2011

Illuminazione e rilassamento (Osho)

Osho

La mia intera filosofia si basa sul fatto che non si dovrebbe fare alcuno sforzo, ci si dovrebbe rilassare... e l'illuminazione accade.
Viene allorchè ti trova veramente rilassato, libero da qualsiasi tensione, da qualsiasi sforzo, allora si riversa immediatamente su di te, come una pioggia di migliaia di fiori.
Purtroppo tutte le religioni vi hanno insegnato l'esatto opposto: l'illuminazione è qualcosa di arduo, che richiede gli sforzi di una vita, probabilmente di tantissime incarnazioni, e anche allora non è affatto certo, non esiste alcuna garanzia. Ed è possibile perdersi anche quando ci si trova a un passo dall'illuminazione. Inoltre, nessuno conosce la via che porta a quella meta! Dunque, è probabilissimo perdersi, andare fuori strada. (...)

Differenza tra Solitudine e Isolamento (Osho)

Ti piace Osho? Prova la meditazione guidata Clicca qui

La solitudine è lo stato supremo. Non c'è altro modo di essere, se non essere soli. Puoi dimenticarlo, puoi immergerti in un'infinità di cose, ma la verità si impone continuamente. Di conseguenza, dopo ogni esperienza profonda ti sentirai solo, dopo ogni grande esperienza d'amore ti sentirai solo, dopo ogni meditazione profonda ti sentirai solo.
Ecco perchè tutte le grandi esperienze rendono tristi: al risveglio da una grande esperienza, la tristezza si impone.

6 dicembre 2010

Osho: l'inizio dell'illuminazione


La meditazione è un cammino verso l'eternità. Ed è un viaggio senza fine, eterno, nel senso che la porta si apre e continua ad aprirsi... fino a divenire l'universo. La meditazione sboccia e fiorisce, e continua a farlo fino ad abbracciare il cosmo intero nella sua fioritura. Il viaggio è eterno: inizia, ma non ha mai fine.
Non ci sono gradi di illuminazione. Una volta conseguitala essa è presente. È come tuffarsi in un oceano di sensibilità. Saltate, divenite tutt’uno con esso, come una goccia che cade nell'oceano e vi si confonde, ma ciò non significa che abbiate conosciuto tutto l'oceano. Il momento è assoluto: è il momento in cui l’ego viene abbandonato.

28 ottobre 2010

L'amore è uno specchio spirituale


L'amore è la luce che si muove dal tuo essere. La consapevolezza è il movimento opposto, il movimento a ritroso della luce verso la sua fonte, il suo ritornare alla sorgente. Questo è ciò che Gesù chiamava "pentimento", non intendendo una colpa di cui pentirsi, bensì un ritorno alla sorgente. (...) Ma il movimento all'indietro è possibile solo se ti sei mosso in avanti. Devi addentrarti nell'amore, devi entrare in relazione, in modo da poter poi tornare a te stesso. Sembra un paradosso. (...)

L'amore è essenziale. Devi perdere te stesso per riconquistarti. L'amore è la sola possibilità di perdere se stessi totalmente. Quando sei perso totalmente, allora riuscirai a ricordarti cos'hai fatto.
E' come se un pesce fosse sempre vissuto nell'oceano. Non ne diventerà mai consapevole, nè conoscerà mai la benedizione che l'oceano è... deve essere preso in una rete, un pescatore lo deve tirar fuori e gettare sulla spiaggia. Solo sulla spiaggia, bruciato dal sole, il pesce si ricorderà per la prima volta. (...)
Questa è la condizione di ogni ricercatore: è assetato di tornare alla propria sorgente originale. E se il pesce riesce a tornare nell'oceano... puoi immaginare la festa! (...)

L'amore è un obbligo per la crescita spirituale. Inoltre, l'amore funziona come uno specchio...
Come devi guardarti in uno specchio per vedere il tuo volto fisico, devi guardare nello specchio dell'amore per vedere il tuo volto spirituale. L'amore è uno specchio spirituale. Nutre, integra, prepara al viaggio interiore, ti ricorda il tuo volto originale.
Nei momenti di amore profondo ci sono bagliori del volto originale, sebbene quei bagliori affiorino come riflessi. Così come, in una notte di luna piena, si vede la luna riflessa nel lago, nella quiete del lago, allo stesso modo l'amore funziona come un lago. La luna riflessa nel lago è l'inizio della ricerca della vera luna. Se non hai mai visto la luna riflessa nel lago, non cercherai mai la luna reale.
Continuerai a tornare al lago per cercarvi la luna, perchè all'inizio penserai. "E' qui che si trova la vera luna, da qualche parte nelle profondità del lago". E tu ti tufferai ancora e di nuovo, e tornerai sempre a mani vuote: (...)

L'amore ti dà alcune intuizioni della meditazione, i riflessi della luna nel lago, sebbene siano riflessi, non sono la realtà. Quindi l'amore non ti potrà mai appagare. Di fatto, l'amore ti renderà sempre più insoddisfatto e scontento. L'amore ti renderà sempre più consapevole di ciò che è possibile, ma non ti appagherà mai. Ti lascerà frustrato, e solo in una profonda frustrazione... ecco la possibilità di voltarti e tornare al tuo stesso essere.(...)

L'amore ti dà sostanza, l'amore ti dà integrità, l'amore ti rende centrato. Ma è solo metà del viaggio: l'altra metà dev'essere completata in meditazione, con la consapevolezza.
Ma l'amore ti prepara alla seconda parte. L'amore è la parte iniziale e la consapevolezza è la parte finale, all'interno di queste due sponde si consegue Dio. Tra amore e consapevolezza, tra queste due sponde, scorre il fiume dell'essere.
Non evitare l'amore. Vivilo con tutte le sue pene. Certo, fa male, ferisce, ma se sei in amore non te ne preoccupi. In realtà, tutto quelle ferite ti rafforzano. A volte ti ferisce crudamente, terribilmente, profondamente, ma tutte quelle ferite sono necessarie per provocarti, per sfidarti, per renderti meno addormentato. Tutte quelle situazioni pericolose sono necessarie per tenerti attento, all'erta. L'amore prepara il terreno, e sul terreno dell'amore - e solo su quello - può crescere il seme della meditazione. (...)

 Estratto dal libro
Quell'Oscuro Intervallo è l'Amore

20 ottobre 2010

L'essenza del Tantra (Osho)

tantra
Qualunque cosa tu sei, non è la fine: stai solo a metà. Puoi cadere in basso o elevarti verso l'alto. La tua crescita non è conclusa. Non sei il prodotto finale, ma solo un passaggio. In te qualcosa si sta continuamente sviluppando. Il Tantra concepisce e basa tutta la sua tecnica su questa possibilità di crescita. E ricorda, se non diventi ciò che puoi diventare, non sarai appagato. Devi diventare ciò che puoi diventare. E' un imperativo. Altrimenti sarai frustrato, penserai di essere inutile, crederai che la vita non abbia significato. Puoi continuare a tirare avanti, ma in questo non può esserci gioia. E forse avrai successo in molte altre cose, ma sarai un fallimento con te stesso. E accade: qualcuno diventa ricchissimo e tutti pensano che abbia avuto successo. Tutti, tranne lui, credono che sia un uomo di successo. Ma egli conosce il proprio fallimento. Questo mondo è strano: hai successo agli occhi di tutti, tranne che ai tuoi. (...)
La realizzazione del Sè si riferisce ai picchi più elevati della tua evoluzione, dove puoi sperimentare un appagamento profondo e dire: "Questo è il mio destino, il motivo per il quale sono nato, per cui mi trovo sulla Terra". Il Tantra è interessato a questa autorealizzazione, vuole aiutarti a evolvere maggiormente. E ricorda: il Tantra ha per oggetto te, non gli ideali. Si preoccupa di te, di ciò che sei e che puoi diventare.
La differenza è enorme. Tutti gli insegnamenti riguardano gli ideali. Dicono: diventa come il Buddha, come Gesù, come questo o quest'altro. Hanno degli ideali cui devi uniformarti. Il Tantra non ha ideali per te. Il tuo ideale ignoto è nascosto dentro di te; non ti può essere dato. Non devi diventare il Buddha, non ce n'è bisogno. Un Buddha è sufficiente, non si ripete mai, perchè la ripetizione è noiosa. (...)
Ecco perchè il Tantra dice di non essere mai come questa o quella persona; non esiste ideale. Il Tantra non parla mai di ideali. Il Tantra parla di tecniche non di ideali. Dice come puoi diventare, non cosa. (...) La parola stessa "Tantra" vuol dire tecnica.
La sua attenzione è su "come" puoi diventare, non "cosa". Quel "cosa" sarà dato dalla tua crescita. Usa semplicemente la tecnica e, poco a poco, il tuo potenziale interiore si realizzerà. La possibilità inesplorata verrà alla luce, e via via che ciò accadrà, realizzerai che cos'è. (...)
Il Tantra non ti dà alcun ideale: tu sei l'ideale, e il tuo futuro è ignoto. Nessun ideale del passato può essere d'aiuto, perchè nulla si ripete, e una cosa ripetuta non ha senso. I monaci Zen dicono di ricordare e stare all'erta. Se incontri il Buddha nella tua meditazione, uccidilo immediatamente; non permettergli di rimanere là. (...)
Il Tantra crede in te. Ecco perchè ci sono così pochi credenti nel Tantra: perchè nessuno crede in se stesso. Il Tantra crede in te e sostiene che tu sei l'ideale: quindi, non imitare nessuno. L'imitazione creerà intorno a te una personalità fittizia. Puoi andare avanti con quella personalità inautentica pensando che corrisponda a te stesso, ma non è così. Dunque, la seconda cosa da ricordare è che non esistono ideali fissi. Non puoi pensare in termini di futuro, ma solo di presente, del futuro immediato nel quale puoi crescere. Non esiste alcun futuro prefissato, ed è bene che sia così. Altrimenti non ci sarebbe libertà. Se esistesse un futuro prefissato, saresti un robot.
Non hai un futuro stabilito, ma molteplici possibilità: puoi evolverti in numerose direzioni. L'unica cosa che ti garantirà appagamento profondo, però, è che ti evolvi in modo tale che ogni evoluzione porti con sè un'ulteriore crescita. Le tecniche sono utili perchè sono scientifiche. Ti evitano di girare a vuoto, di brancolare inutilmente. (...) E talvolta, in pochi secondi, puoi maturare tanto quanto ti sarebbe stato impossibile in vite intere.
(...)
Sigmund Freud ha detto, da qualche parte, che l'uomo nasce nevrotico. Questa è solo una mezza verità. L'uomo non nasce nevrotico, ma viene al mondo all'interno di un'umanità nevrotica e la società che ci circonda conduce tutti, prima o poi, alla nevrosi. (...)
Così come siamo, tutti noi siamo nevrotici: la nevrosi consiste in una scissione, una profonda scissione. Non sei uno, ma due, o addirittura molteplice. E' qualcosa che si deve comprendere a fondo, solo così è possibile addentrarsi nel Tantra.
I sentimenti e i pensieri sono diventati due cose distinte: ecco la nevrosi fondamentale. La parte emotiva e quella razionale sono due cose distinte, e tu ti identifichi con quella razionale, non con quella emotiva. Tuttavia i sentimenti sono più autentici e naturali dei pensieri. Sei venuto al mondo con un cuore che sente, mentre il pensiero è frutto dell'educazione, è dato dalla società. E i tuoi sentimenti ora sono repressi. (...)
Quando sei represso crei bisogni simbolici. Per esempio, potresti mangiare oltre misura, riempiendoti di cibo, senza mai avvertire alcuna sazietà. Si tratta di un bisogno d'amore, non di cibo; ma poichè cibo e amore sono profondamente collegati, quando non si avverte - o si reprime - il bisogno d'amore, si crea un falso bisogno: così mangi sempre di più. Poichè il bisogno è falso, non sarai mai appagato. Noi viviamo in mezzo a bisogni non autentici: ecco perchè non siamo mai soddisfatti.
Vuoi essere amato: questo è un bisogno fondamentale, naturale. Tuttavia, può essere deviato in una dimensione inautentica. (...) Vuoi che l'altro ti presti attenzione, in modo che tu possa diventare un leader politico. Grandi folle ti seguono, ti danno attenzione, ma il vero bisogno, quello fondamentale, è essere amato. (...)
Il Tantra è un concetto molto rivoluzionario: il più antico e tuttavia il più attuale. E' una tradizione tra le più remote, tuttavia non è una tradizione, anzi è un'antitradizione. Infatti il Tantra sostiene che, se non sei integro e uno, ti stai lasciando sfuggire anche la vita. Non dovresti restare in uno stato di dissociazione, scisso in due: devi diventare integro. Cosa fare per diventare integri? (...) Il Tantra afferma: "Scendi in profondità nel centro del sentire". (...)

Da "I segreti del Tantra" - Osho

12 ottobre 2010

Amore e attaccamento (Osho)

amore attaccamento
L'amore diventa attaccamento perchè non c'è amore. Stavi solo recitando e ingannando te stesso. La realtà è l'attaccamento, l'amore era solo un preliminare. Pertanto, ogni volta che ti innamori, prima o poi scopri di essere diventato uno strumento: a quel punto prende piede l'infelicità. Qual è il meccanismo? Perchè accade? (...)
Quando l'amore diventa attaccamento, si trasforma in un peso, in una schiavitù. Ma come mai l'amore si trasforma in un attaccamento? La prima cosa da capire è che, se l'amore si trasforma in attaccamento, era solo un'illusione: stavi ingannando te stesso e pensavi fosse amore. In realtà, avevi bisogno dell'attaccamento e, se vai ancora più in profondità, scoprirai che avevi anche bisogno di diventare uno schiavo.

La libertà provoca una paura sottile: tutti vorrebbero essere degli schiavi. Tutti, naturalmente, parlano di libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero; infatti, quando sei davvero libero sei solo. Puoi essere libero unicamente se hai il coraggio di essere solo.
Ma nessuno ha il coraggio sufficiente per essere solo. Hai bisogno di qualcuno. Perchè? Tu hai paura della tua solitudine, ti annoi di te stesso. In realtà, quando sei solo, nulla sembra avere un significato. Se c'è qualcun altro, hai qualcosa da fare e crei significati artificiali intorno a te.
Poichè non sei in grado di vivere per te stesso, cominci a vivere per qualcun altro. Ma anche a lui accade la stessa cosa: poichè non sa vivere da solo, cerca qualcuno. Due persone, spaventate dalla propria solitudine, si mettono insieme e cominciano una recita: la recita dell'amore. Ma in profondità stanno cercando l'attaccamento, il vincolo, la schiavitù. (...)

Non puoi chiedere in modo diretto di diventare uno schiavo: è troppo umiliante. Nè puoi dire direttamente a qualcuno: "Diventa mio schiavo". Si ribellerebbe! Per questo affermi: "Non posso vivere senza di te", ma il significato resta lo stesso. E quando il desiderio autentico è appagato, l'amore scompare. A quel punto ti senti prigioniero, schiavo, e cominci a lottare per la libertà.
Ricorda: questo è uno dei paradossi della mente. Qualunque cosa fai, te ne annoierai; qualunque cosa non fai, la desidererai. Quando sei solo, cerchi una schiavitù, una dipendenza. Quando sei schiavo, cominci a cercare la libertà. In realtà, solo gli schiavi cercano la libertà; le persone libere cercano di ritornare schiave. La mente si muove come un pendolo, passando da un estremo all'altro. L'amore non si trasforma in attaccamento. Il bisogno era l'attaccamento, l'amore non era altro che l'esca. (...)
Ogni volta che stai facendo qualcosa, và in profondità dentro di te per trovare la causa fondamentale. Se l'amore fosse autentico, non si trasformerebbe mai in attaccamento. (...) Entrambi i partner si sentono schiavi e prigionieri. Io ti rendo schiavo, e in compenso tu rendi schiavo me.
A quel punto comincia lo scontro. Io voglio essere una persona libera, ma desidero anche possederti; tu vuoi conservare la tua libertà, ma anche possedermi: ecco lo scontro. Se ti possiedo, sarò posseduto da te; se non voglio essere posseduto da te, non dovrei possederti. La possessività non dovrebbe intromettersi. Dobbiamo restare individui e comportarci in quanto consapevolezze libere e indipendenti. Possiamo metterci insieme, fonderci l'uno nell'altra, ma nessuno possiede alcunchè. A quel punto non ci sono nè schiavitù nè attaccamento.
L'attaccamento è una delle cose più brutte. E dicendo "brutte" non intendo solo dal punto di vista religioso, ma anche estetico. Quando ti attacchi a qualcuno, hai perso la tua solitudine, hai perso tutto. Per il semplice piacere di sentirti necessario a qualcuno, hai perso ogni cosa. Hai perso te stesso.
Il trucco è che cerchi di essere indipendente e fai dell'altro una tua proprietà... ma quest'ultimo sta facendo la stessa cosa. Per cui, se non vuoi essere posseduto, non possedere. (...)

Amare la libertà, cercare di essere libero, significa fondamentalmente che sei giunto a una profonda comprensione di te stesso. Adesso sai che basti a te stesso. Puoi condividere con qualcuno, ma non sei dipendente. Io posso condividere me stesso - il mio amore, la mia felicità, la mia estasi, il mio silenzio - con qualcuno, ma si tratta di una condivisione, non di una dipendenza. Se non c'è nessuno, sarò altrettanto felice ed estatico; se c'è qualcuno, va bene lo stesso, posso condividere.
Solo quando avrai realizzato la tua consapevolezza, il tuo centro, solo allora l'amore non diventerà attaccamento. Se non conosci il tuo centro interiore, l'amore si trasformerà in attaccamento; se lo conosci, l'amore diventerà devozione. Ma per amare devi prima essere presente, e non lo sei. (...) Quindi tutto ciò che fai è sbagliato, perchè colui che agisce è assente; manca il punto fermo interiore della consapevolezza, di conseguenza ogni tuo agire diventa un errore. Prima sii, dopo puoi condividere il tuo essere, e quella condivisione sarà amore. Prima di allora tutto ciò che farai si trasformerà in un attaccamento. (...)
E sappi che il motivo profondo è questo: l'attaccamento è presente perchè tu non ci sei.
Il tuo sè interiore è assente al punto che cerchi di aggrapparti a qualunque cosa per sentirti al sicuro. Poichè sei sradicato, cerchi di trasformare qualsiasi cosa nella tua radice. Quando sei radicato nel tuo sè, sai chi sei, sai che cosa sono questo essere e questa consapevolezza dentro di te, allora non ti aggrapperai a nessuno.
Leggi anche Con te e senza di te

2 ottobre 2010

Fame d'amore (Osho)


La vita, così com'è, la divido in tre parti: colazione, pranzo e cena. L'infanzia corrisponde alla colazione. E come avviene quando non fai colazione, all'ora di pranzo sentirai una fame eccessiva. Se poi salti anche il pranzo, è ovvio che a cena non ci vedrai più dalla fame. L'amore è cibo, per questo divido la vita in tre: colazione, pranzo, cena.
L'amore è cibo, cibo per l'anima. Quando il bambino si attacca al seno della mamma la prima volta, succhia due cose, non solo il latte. Il latte va a nutrire il suo corpo, l'amore va a nutrire la sua anima. L'amore è invisibile, proprio come invisibile è l'anima; il latte è visibile, proprio come è visibile il corpo. Se hai occhi per vedere, capirai che dal seno materno sgorgano due cose che vanno a nutrire il bambino. Il latte è solo la parte visibile dell'amore, l'amore è la parte invisibile del latte: il calore, l'amore, la compassione, la benedizione.

9 settembre 2010

La mente che mente (Osho)


Non essere lento, sii svelto perchè la mente è velocissima; si muove più rapidamente di qualsiasi altra cosa. Si muove più velocemente della luce! La fisica afferma che nulla è più veloce della luce, è ovvio: sembra impossibile che qualcosa si possa muovere più velocemente. La luce si muove a 320 mila km al secondo: al secondo! Ma ancora la fisica non ha alcuna idea della mente; ancora non esistono strumenti così sofisticati in grado di misurarne la velocità. La mente si muove più veloce della luce. Devi essere attentissimo, altrimenti ti disorienterà, è inevitabile. Prima che tu possa rendertene conto, la mente ti avrà trascinato verso qualche lido remotissimo: è sempre pronta a viaggiare, perchè è solo viaggiando col pensiero che si sente viva.
Meditazione vuol semplicemente dire sedersi in silenzio, senza fare nulla, neppure pensare... ed ecco che la mente scompare. Poichè non stai facendo alcun viaggio, non è più necessaria: la mente è una guida, quando si vogliono fare grandi viaggi. Se vai da qualche parte, la mente è felicissima; nel tuo muoverti verso una meta, la mente si sente valorizzata. Se invece non stai andando da nessuna parte; sei semplicemente seduto in silenzio, senza fare nulla, la mente si rattrista.
E a chi medita accadrà praticamente sempre che, quando la mentre si rattrista, genera in lui la noia: è una strategia della mente. Dirà: "Andiamo! Muoviamoci da qualche parte, facciamo qualcosa. Perchè te ne stai qui seduto? Perchè stai semplicemente seduto, senza fare nulla... è noioso!".
E' un trucco della mente! Altrimenti, stare semplicemente seduti senza fare nulla ti dona più freschezza. E' l'esperienza di tutti coloro che si sono risvegliati, ma non è la tua! E' la mia esperienza: nella mia stanza, cosa faccio? Siedo in silenzio, senza fare nulla... viene la primavera e l'erba cresce da sola. In realtà non si deve fare nulla: l'erbe cresce da sola. La vita prosegue di per sè, la vita scorre da sola... non è affatto necessario spingere il fiume.
Ma all'inizio la mente genererà noia; è un suo trucco, dirà: "Lo vedi? Se non mi segui, ti sentirai annoiato. Se non mi segui, ti sentirai del tutto insignificante. Se non mi segui, non avremo nulla con cui divertirci. Viene, vieni con me... ti procurerò divertimenti incredibili".
La mente ti sollecita sempre con l'idea di procurarti qualcosa con cui divertirti: accendi la radio, accendi la televisione, và al cinema, o quantomeno và al club, chiacchiera con qualcuno... fà qualcosa! La noia è una punizione che la mente ti impone, se non fai nulla. E questo è il problema più grande di chi medita: la noia.
Tuttavia, se riesci a stare seduto, senza preoccuparti minimamente della noia - lascia che sia presente -, se non ti lasci infastidire dalla noia, nell'arco di tre/nove mesi scomparirà. Al suo posto affiorerà una gioia frizzante, una freschezza incredibile, qualcosa che non hai mai conosciuto in passato. Non si tratta di un semplice divertimento, poichè non è prodotto da qualcosa: sei semplicemente seduto in un vuoto assoluto. E da quel vuoto, ecco la pienezza, da quel vuoto, ecco un nuovo tipo di appagamento...
Alla mente piace ingannare. Come mai? Perchè quello è il modo in cui le è possibile vivere. Si dice che non è possibile scrivere la storia di un vero brav'uomo, perchè non ci sarebbe nulla da dire. Si può scrivere soltanto la storia di un uomo malvagio; non è un caso che il Buddha, Mahavira, Gesù non siano neppure menzionati nei vostri libri di storia: nessun libro di storia antica li menziona. Come mai? Perchè non c'è nulla da menzionare! Non uccisero mai nessuno, non diedero alcun fastidio; vissero come se non esistessero: erano così buoni che non esistettero mai! (...)

La mente è alla costante ricerca di malvagità: dalle un'occasione qualsiasi e non se la lascerà sfuggire. E se anche non esiste alcuna opportunità, farà di tutto per crearne una. Osserva semplicemente la vita delle persone. Osserva te stesso, osserva gli altri. Diventa un semplice osservatore e rimarrai sorpreso: tutti sono alla ricerca di un'opportunità. E le occasioni non mancano... la gente si limita ad aspettare l'occasione buona: se non fanno nulla di male, non vuol dire che siano persone buone; potrebbe soltanto dire che in quel momento manca l'occasione... è una cosa che ho sempre notato.
Quando un politico non è al potere, è un uomo adamantino, è al servizio della gente, è umile; è sempre pronto ad accondiscendere, si china a toccarti i piedi; apre ospedali e scuole. Una volta al potere, non ti riconosce neppure, e tutta quella volontà di servire il popolo scompare. Una volta al potere, ha l'occasione... adesso farà ciò che ha sempre voluto fare, ma che non poteva fare! (...)
La gente pensa che sia il denaro a corrompere le persone. Non è così; il denaro offre semplicemente l'opportunità. I poveri sembrano persone buonissime, non è così: lascia che diventino ricchi e vedrai... tutta la loro bontà scomparirà.
In realtà, i nuovi ricchi sono di gran lunga più pericolosi di coloro che nascono ricchi; infatti, chi nasce ricco è più abituato alla ricchezza. (...)
Non è il potere che corrompe. Il potere porta in superficie il tuo inconscio corrotto, il potere spinge il tuo male intrinseco ad agire. Il potere ti espone, non ti corrompe affatto. In un certo senso, è una cosa ottima: mette a nudo le persone. Assomiglia ai raggi X: rivela la tua realtà, la verità nuda e cruda.
Ricordalo la mente è velocissima! Se non fai il bene immediatamente, se non agisci nell'istante stesso in cui l'idea di fare il bene sorge in te, la mente ti ingannerà, ti porterà fuori strada, ti convincerà a fare qualcos' altro. (...)
Se aspetti, la mente inizierà a darti consigli: "Fà questo, fà quest'altro"... Sii svelto a fare il bene.
Perchè aspettare? E chissà? L'attimo successivo non arriva mai, questo potrebbe essere l'ultimo istante. Agisci come se questo fosse l'ultimo istante! Agisci con questa urgenza, poichè la morte ti può afferrare in qualsiasi momento; non ascoltare la mente: può continuare a rimandare all'infinito e, prima che ti permetta di fare qualcosa, la morte potrebbe aver già bussato alla tua porta. Fà il bene, poichè fare il bene arreca una gioia immediata.

Da "Una risata vi risveglierà" - Osho

Altri libri di Osho acquistabili qui

3 settembre 2010

Osho: Consapevolezza, rilassamento e meditazione catartica


Rilassamento e consapevolezza non sono solo connessi tra loro, sono praticamente due facce della stessa medaglia. Non li puoi separare. Puoi iniziare con la consapevolezza, e alla fine ti troverai rilassato... cos'è la tua tensione? La tua identificazione con ogni sorta di pensieri, di paure: la morte, la bancarotta, il dollaro che precipita... è presente ogni sorta di paure. Queste sono le tue tensioni, ed esse intaccano anche il tuo corpo. Anch'esso diventa teso, perchè il corpo e la mente non sono due entità separate. Corpo-mente è un unico organismo, pertanto, quando la mente va in tensione, anche il corpo si tende.
Puoi iniziare dalla consapevolezza: in questo caso la consapevolezza ti sottrae alla tua mente e alle identificazioni con la mente. Naturalmente, il corpo inizia a rilassarsi. Non sei più attaccato, e le tensioni non possono esistere alla luce della consapevolezza. Puoi anche iniziare dall'altro lato. Rilassati semplicemente... lascia cadere ogni tensione... e man mano che ti rilasserai, vedrai sorgere in te una particolare consapevolezza: le due cose sono inseparabili. Ma iniziare dalla consapevolezza è più facile; iniziare dal rilassamento è un pò più difficile, poichè perfino lo sforzo di rilassarsi crea una certa tensione.
Esiste un libro americano, e se vuoi scoprire ogni sorta di libri stupidi, l'America è il posto giusto... nel momento in cui ho visto il titolo di quel libro, sono rimasto esterefatto. Il titolo è: Devi rilassarti!
Ma se è presente un obbligo, come puoi rilassarti? L'obbligo ti renderà teso, la parola stessa crea immediatamente tensione. "Devi" si presenta come un comandamento di Dio. Probabilmente, la persona che ha scritto quel libro non sa nulla del rilassamento nè delle sue complessità.
Ecco perchè, in Oriente, non abbiamo mai iniziato la meditazione partendo dal rilassamento, ma partiamo dalla consapevolezza. In questo modo il rilassamento insorge spontaneamente, non lo devi indurre tu. Se dovessi crearlo tu, ci sarebbe una sottile tensione. Deve affiorare spontaneamente, solo in questo modo sarà puro rilassamento. E affiora... (...)
Iniziare dal rilassamento è difficile; ...ma se vuoi farlo, io ho un'idea di come dovresti iniziare. Ho lavorato con i miei sannyasin occidentali e mi sono reso conto del fatto che non appartengono all'Oriente e non conoscono il flusso di consapevolezza orientale: provengono da una tradizione diversa che non ha mai conosciuto consapevolezza alcuna.
Per i sannyasin occidentali in particolare ho creato meditazioni come la Meditazione Dinamica. Quando tenevo campi di meditazione, utilizzavo una meditazione detta gibberish e la Meditazione Kundalini.
Se vuoi iniziare dal rilassamento, allora, come prima cosa, si devono fare queste meditazioni. Ti libereranno da tutte le tensioni della mente e del corpo, e in seguito il rilassamento sarà facilissimo. Non sai quanto stai trattenendo, e quella è la causa della tensione. (...)
La meditazione del gibberish consiste nel permettere a tutti di esprimere a piena voce qualsiasi cosa affiora nella propria mente. Ed era un piacere sentire ciò che la gente diceva: cose senza senso, assurde - infatti io ero il solo testimone. La gente faceva ogni sorta di cose, e la sola condizione era di non toccare nessun altro. (...)
Tutti facevano le cose più strane che stavano trattenendo dentro di sè. Quando la meditazione finiva, c'erano dieci minuti di rilassamento, e in quei dieci minuti si poteva vedere quelle persone cadere a terra, senza alcuno sforzo, semplicemente perchè erano del tutto sfinite. Tutto il pattume era stato espulso, per cui avevano una certa pulizia, e si rilassavano. Migliaia di persone... e non sospettavi neppure che fossero presenti così tante persone.
La gente veniva a dirmi: "Prolunga quei dieci minuti, perchè in tutta la nostra vita non abbiamo mai provato un simile rilassamento, una simile felicità. Non abbiamo mai pensato di poter comprendere cosa sia la consapevolezza, ma ora l'abbiamo sentita affiorare". (...)

Il tuo corpo ha delle tensioni. Inizia semplicemente a fare qualsiasi movimento il corpo voglia compiere. Non lo dovresti manipolare: se vuole danzare, se vuole fare jogging, se vuole correre, se vuole rotolarsi per terra, lascialo fare, non dovresti essere tu ad agire, dovresti semplicemente permettere che accada. Dì al corpo: "Sei libero, fà qualsiasi cosa desideri" e rimarrai sorpreso: "Mio Dio, il corpo voleva fare tutte queste cose ma io lo stavo trattenendo... e quella era la mia tensione!".
Pertanto, esistono due tipi di tensione: le tensioni del corpo e le tensioni della mente; entrambe devono essere rilasciate, prima che tu possa iniziare il rilassamento che ti porterà alla consapevolezza.
Tuttavia, iniziare dalla consapevolezza è molto più facile, e in particolare per coloro che sono in grado di comprendere il processo della consapevolezza, cosa semplicissima. (...)
Tu usi la consapevolezza senza essere cosciente di usarla, ma solo per ciò che riguarda le cose esteriori. Quella stessa consapevolezza che dev'essere usata per il traffico interiore. Quando chiudi gli occhi, compare un traffico di pensieri, di emozioni, di sogni, di immaginazioni; ogni sorta di cose iniziano a esplodere come lampi...
Ciò che facevi nel mondo esterno fallo esattamente nello stesso modo nel mondo interiore, e diventerai un testimone. E una volta assaporata, la gioia dell'essere un testimone è così travolgente, così incomparabile che vorrai provarne sempre di più. Ogni volta che trovi il tempo per farlo, vorrai entrare sempre di più in te stesso.
Non si tratta di assumere alcuna postura, non si tratta di andare in un tempio, in una chiesa o in una sinagoga. (...)
E pian piano, man mano che la consapevolezza crescerà, tutta la tua personalità inizierà a cambiare. Dall'inconsapevolezza alla consapevolezza si compie un immenso balzo quantico. (...)
Impara semplicemente a essere consapevole in tutte le situazioni. Decidi di usare ogni situazione in funzione della consapevolezza.

Da "I misteri della vita" - Osho

Libri di Osho acquistabili qui
.

15 agosto 2010

Osho: amore, relazioni e meditazione


L'amore, la relazione è il miglior enigma che esista.(...)
...per quanto provi a risolverlo, non ci riuscirai mai.(...)
..., siete fatti e condizionati in modo diverso, vi dirigete in direzioni differenti, rappresentate polarità opposte, vi manipolate reciprocamente, cercate di possedere, di dominare... esistono mille e un problema.(...)
Nessuna relazione può mai arrivare a un punto in cui non esistono problemi. E se qualche volta vedi una relazione in cui non ci sono problemi, vuol dire semplicemente che non è più una relazione. La relazione è scomparsa, i contendenti sono stanchi e hanno cominciato ad accettare le cose per ciò che sono; sono annoiati, non vogliono più lottare. Hanno accettato la situazione e non cercano più di migliorarla.(...)
Se ti imbatti in un matrimonio felice, non fidarti delle apparenze. Và un pò più in profondità e avrai delle sorprese.(...)
Il problema dell'amore può essere risolto solo quando è stato risolto il problema della meditazione, non prima. Difatti, il problema viene creato in realtà da due persone non meditative, che sono in confusione e non conoscono se stesse. Naturalmente moltiplicheranno e ingigantiranno l'uno la confusione dell'altra.
A meno che non venga conseguita la meditazione, l'amore resterà una fonte di infelicità. Una volta che avrai imparato a vivere da solo, ad apprezzare la tua esistenza in quanto tale, senza una ragione particolare, si aprirà una possibilità di risolvere il secondo problema, più complicato: quello di due persone che stanno insieme.
Solo due meditatori possono vivere in amore... ma a quel punto l'amore non sarà un problema. Non sarà nemmeno una relazione nel senso in cui si intende la parola. Sarà semplicemente uno stato d'amore, non uno stato di relazione.
Quindi, capisco le difficoltà di una relazione; ma io incoraggio la gente a entrare in queste difficoltà, perchè ti renderanno consapevole del problema fondamentale: il fatto che tu, nelle profondità del tuo essere, sei un enigma. L'altro è semplicemente uno specchio. E' difficile conoscere direttamente i tuoi problemi, ma è molto facile farlo attraverso una relazione. Adesso hai davanti a te uno specchio: puoi vedere in esso il tuo volto, e altrettanto può fare l'altra persona. Ed entrambi siete arrabbiati, perchè entrambi scorgete facce orribili. Naturalmente ve la prendete l'uno con l'altra, perchè la logica più semplice è: "Sei tu, è questo specchio che mi fa apparire tanto brutto. Se non ci fosse, sarei una bellissima persona".(...)
Nessuno ti fa apparire brutto: tu sei brutto. Mi dispiace, ma questa è la realtà. Sii grato, riconoscente verso l'altra persona, perchè ti aiuta a vedere il tuo volto. Non arrabbiarti, e và più in profondità dentro di te, dentro la meditazione.
Ma accade questo: ogni volta che una persona si innamora, si dimentica completamente della meditazione. Io mi guardo sempre intorno, e ogni volta che manca qualcuno, so cos'è successo: l'amore. A quel punto le persone che non vengono più da me pensano che non sia più necessario meditare. Torneranno solo quando l'amore avrà creato una valanga di problemi che non riusciranno a risolvere. Allora verranno a chiedere: "Osho, che cosa dobbiamo fare?".
Quando sei innamorato, non ti scordare della meditazione. L'amore non risolverà nulla, ti mostrerà soltanto chi sei e dove ti trovi. Ma è una buona cosa che l'amore ti renda consapevole di tutto il caos e di tutta la confusione che esistono dentro di te. Adesso è il momento di meditare! Se l'amore e la meditazione procedono insieme, avrai entrambe le ali e raggiungerai un equilibrio.
Ma accade anche il contrario. Ogni volta che una persona comincia a scendere profondamente in meditazione, comincia a evitare l'amore, perchè pensa che potrebbe disturbare la meditazione. Anche questo è sbagliato: la meditazione trarrà giovamento dall'amore, non ne sarà disturbata.
Perchè ne trarrà giovamento? Perchè l'amore ti mostrerà ogni volta dove rimangono ancora i problemi. Senza amore diventerai inconsapevole dei tuoi problemi, ma questo non vuol dire che li hai risolti. Se non c'è uno specchio, non vuol dire che non hai un volto.
L'amore e la meditazione dovrebbero procedere mano nella mano. Questo è uno dei messaggi più importanti che vorrei condividere con te.
Ama e medita, medita e ama, e a poco a poco vedrai affiorare in te una nuova armonia. Solo quell'armonia sarà in grado di renderti appagato.(...)

...la gente si sente sola, ha bisogno di qualcuno che riempia la propria solitudine. Questo è ciò che le persone chiamano "amore". Si mostra amore solo perchè questo è l'unico modo per agganciare l'altro. Anche l'altro lo chiama "amore", perchè è il solo modo per agganciarti. Ma chissà se si tratta di vero amore oppure no? In realtà, l'amore è solo un gioco.
Certo, l'amore autentico è possibile, ma solo quando non hai bisogno di nessuno: questo è il problema.(...)
L'amore è possibile quando non hai bisogno di nessuno, sei autosufficiente e riesci a essere immensamente felice ed estatico da solo.(...)
Desideri la compagnia della donna per colmare il tuo vuoto interiore; vuoi riempirlo con la sua presenza. Lei desidera la stessa cosa: state cercando di usarvi a vicenda.
Ecco perchè gli innamorati - i cosiddetti innamorati - litigano sempre: a nessuno piace essere usato; e quando usi una persona, quest'ultima diventa un oggetto.(...)
Ora come ora, vuoi usare gli altri; quando sarai davvero estatico dentro di te, non vorrai usare nessuno, desidererai solo condividere. Possiederai così tanto, ti sentirai così traboccante che cercherai qualcuno con cui condividere. E proverai gratitudine perchè qualcuno è stato pronto a ricevere.(...)
Ti ami? Non te lo sei nemmeno chiesto. La gente si odia, si condanna; continua a pensare di essere sbagliata. Come può qualcun altro amare te, una persona così sbagliata? (...)
E quando una donna dice di adorarti, non riesci a fidarti. Quando vai da una donna dicendole di adorarla, ma lei si odia, come potrà crederti? E' l'odio di sè che crea l'ansia.
E' impossibile essere certi dell'altra persona. Prima sii certo di te stesso.(...)
Se qualcuno ti ama, lo accetti, perchè ami te stesso.(...)
Quando sei consapevole, nel tuo cuore sorge un tipo d'amore totalmente diverso, del tutto autentico, che fa parte dell'eternità. Ma esso non è un bisogno, è un lusso.
Leggi anche Con te e senza di te

6 agosto 2010

Osho: meditazione e consapevolezza - Il ponte della mente


La natura stessa della mente è essere nel caos, perchè è uno stadio transitorio. Dalla natura alla supernatura, la mente è solo uno stadio intermedio. Nessuno stadio transitorio può essere ordinato. Come potrebbe?
Quando ti sposti da uno stadio all'altro, la fase intermedia sarà inevitabilmente nel caos.
Non c'è modo di mettere ordine nella mente. Quando stai trascendendo la natura, e ti stai muovendo nella supernatura, quando muti dall'esterno all'intero, dalla materia allo spirito, è inevitabile che esista una fase intermedia in cui ti sentirai perso, in cui non apparterrai a questo mondo e ancora non farai parte dell'altro.
Questo è il caos: questa sponda è stata lasciata e l'altra ancora non è stata raggiunta. Nel mezzo, ogni cosa è in disordine; se resti nel mezzo, sarai sempre nel caos.
La mente deve essere trascesa, non è qualcosa con cui vivere.(...)
In nessun luogo esiste il caos, tranne che dentro di te, perchè la natura è stabile, là dove si trova. Essa non sta progredendo: in natura, non esiste evoluzione, nè esiste in Dio. La natura è felice nella sua inconsapevolezza, e Dio è estatico nella sua consapevolezza.
Tra quelle due realtà, tu sei in difficoltà. Sei teso. Non sei nè inconsapevole, nè cosciente. Vagoli come un fantasma. Non hai un' ancora. Senza radici, senza casa, come può la mente essere a suo agio? Ricerca brancola, senza trovare nulla. Di conseguenza, tu sei sempre stanco, sempre più frustrato, sempre più irritato. Cosa ti succede? Sei in un circolo vizioso e tutto questo persisterà, a meno che non impari qualcosa che possa sciogliere la tua mente, che possa svuotarti la mente.
La meditazione non è che questo. La meditazione è un modo per liberare l'essere dalla morsa della mente, per lasciar cadere la mente, per andare oltre il ponte, per entrare nell' ignoto, per fare un balzo nel mistero.
Per questo vi ripeto di non fare calcoli, perchè il calcolo è proprio della mente. Per questo affermo che la ricerca spirituale non è un passaggio graduale, bensì un balzo improvviso. E' coraggio, non è calcolo. Non appartiene all'intelletto, perchè l'intelletto è parte della mente. E' qualcosa che appartiene di più al cuore.
Ma più scendi in profondità, più sentirai che è addirittura oltre il cuore. Non è pensare, nè sentire. E' più profondo, più totale, più esistenziale di queste due cose.
Solo quando inizi a operare per conseguire la non-mente, pian piano, la pace discenderà in te.
Pian piano, discenderà il silenzio e sentirai una musica: la musica dell' ignoto, la musica dell' inespresso.
Allora, ogni cosa sarà di nuovo in ordine: si tratta solo del passaggio della mente; è inevitabile che sia nel caos, poichè hai abbandonato il passato in cui eri sistemato, nel quale avevi radici, e ti stai muovendo verso un futuro nuovo, dove tornerai ad avere radici, ad ambientarti.
Ma, nel mezzo, si trova l'uomo. L'uomo non è un essere, l'uomo è un passaggio. L'uomo non è qualcosa: è solo un viaggio, una corda tesa tra la natura e la supernatura. Per questo egli è teso. Se resti umano, rimarrai teso: o cadi a un livello inferiore, oppure ti elevi alla sfera che trascende l'umano.
Solo l'uomo è nel caos. Guarda la natura: i corvi gracchiano, i passeri cantano, ogni cosa è perfetta. Nella natura non esistono problemi. I problemi nascono con la mente dell'uomo e si risolvono allorchè la mente dell'uomo si dissolve.
Quindi, non cercare di risolvere i problemi della vita usando la mente. Non ci riuscirai mai. Questa è la cosa più stupida che si possa fare. Devi comprendere che la mente è un ponte, osservalo. Non è eterno, è momentaneo.(...)
La comprensione è parte del trascendente, non della mente. Il sapere è della mente, la comprensione no.

Da "Meditazione - il risveglio della consapevolezza" - Osho

L'innamoramento definitivo


Innamorarsi e soffrire per amore è un bene. Hai attraversato il fuoco che purifica, dà intuizioni e rende più presenti, attenti, consapevoli. E' una sfida che bisogna accettare. Coloro che non accettano questa sfida rimangono senza spina dorsale.
...Io non ti dico di abbandonare il tuo amore, affermo semplicemente che l'amore non ti porterà alcun appagamento.
Non è in mio potere cambiare la natura delle cose: affermo semplicemente un'evidenza. Se fosse in mio potere, mi piacerebbe che tu trovassi nell'amore il completo appagamento. Ma ciò non accade. Cosa possiamo fare?