
Quando si accenna all'ombra, al lato oscuro della natura umana, nessuno osa negarne l'esistenza, dato che nessuno al mondo vive senza conoscere la rabbia e la paura. Le notizie al telegiornale mettono a nudo il peggio della natura umana, un giorno dopo l'altro, senza interruzione. E se siamo onesti con noi stessi, dobbiamo ammettere che gli impulsi più oscuri scorazzano nella nostra mente a loro piacimento, e che il prezzo che paghiamo per essere una "brava persona" - qualcosa cui aspiriamo tutti - consiste nel mantenere sotto chiave il "cattivo" che potrebbe mandare all'aria tutto. (...)
- Serbare dei segreti, sia a se stessi sia agli altri. Mantenersi riservati e poco comunicativi potenzia moltissimo l'ombra. Tra le forme di segretezza abbiamo per esempio la negazione, l'inganno intenzionale, la paura di rivelare la propria natura e il condizionamento di una famiglia disfunzionale.
- Nutrire sensi di colpa e vergogna. Siamo tutti suscettibili di errore, nessuno è perfetto. Ma se proviamo vergogna per i nostri errori e senso di colpa per le nostre imperfezioni, l'ombra se ne alimenta e prospera.
- Sentirsi dalla parte del torto. Se non troviamo altro modo per sbarazzarci di vergogna e sensi di colpa, ci risulterà fin troppo facile giungere alla conclusione che sia giusto così, e ci diremo: "Me lo sono meritato!" (o forse: "Se lo sono meritato!"). Il giudizio non è che senso di colpa con una verniciata di moralità, tanto per mascherare il dolore.
- Trovare qualcuno a cui dare la colpa. Se decidiamo che il nostro dolore interiore è una questione morale, ci viene spontaneo dare la colpa a qualcuno che percepiamo come inferiore.
- Ignorare le proprie debolezze e criticare quelle altrui. E' questo il processo della proiezione, un fenomeno che molti non vedono o non riescono a capire chiaramente. In sostanza, ogniqualvolta cerchiamo di spiegare le cause di una certa situazione attribuendola al Diavolo o a Dio, stiamo semplicemente proiettando. Lo stesso vale per l'identificazione degli "altri", i cattivi all'origine di tutti i nostri problemi. Se crediamo che gli "altri" siano il nostro problema, abbiamo semplicemente proiettato la nostra paura, anziché assumercene la responsabilità.
- Creare separazione tra se stessi e gli altri. Quando giungiamo a convincerci che il mondo è realmente diviso tra "noi" e "loro", ci viene spontaneo attribuire al nostro campo ogni qualità positiva, e farlo coincidere con la nostra identità. L'isolamento che ne deriva accresce la sensazione di paura e sospetto, ovvero proprio ciò in cui prospera l'ombra.
- Lottare per tenere a bada il male. La conseguenza di tale reazione a catena è che ci convinciamo che il male sia sempre in agguato, ovunque. In realtà, è accaduto solo che i creatori dell'illusione sono stati tratti in inganno dalla loro stessa creazione. Una volta riuniti, i tasselli del mosaico hanno conferito all'ombra un potere enorme.
Soluzione:
- Smettere di proiettare.
- Distaccarsi e lasciar andare.
- Rinunciare all'atteggiamento autogiudicante.
- Ricostruire il corpo emotivo.
L'ombra ci ha convinto a dare la colpa al prossimo, anziché assumerci le nostre responsabilità. Ci ha indotto a ritenerci indegni di amore e rispetto, facendo in modo che le nostre reazioni ai casi della vita siano caratterizzate da rabbia e paura. Sono scelte disastrose da cui nessuno di noi è esente, scelte che soffocano la nostra esistenza e ci privano di ogni gioia. Ecco perché è assolutamente indispensabile che, tanto per cominciare, cominciamo a rovesciare il processo. Prima cominciamo, meglio è!