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16 novembre 2011

Come potenziamo la nostra ombra


Quando si accenna all'ombra, al lato oscuro della natura umana, nessuno osa negarne l'esistenza, dato che nessuno al mondo vive senza conoscere la rabbia e la paura. Le notizie al telegiornale mettono a nudo il peggio della natura umana, un giorno dopo l'altro, senza interruzione. E se siamo onesti con noi stessi, dobbiamo ammettere che gli impulsi più oscuri scorazzano nella nostra mente a loro piacimento, e che il prezzo che paghiamo per essere una "brava persona" - qualcosa cui aspiriamo tutti - consiste nel mantenere sotto chiave il "cattivo" che potrebbe mandare all'aria tutto. (...)

Nessuno di noi si sforza deliberatamente di potenziare la propria ombra, eppure è proprio ciò che succede. L'ombra cresce ogniqualvolta facciamo ricorso a uno dei seguenti sotterfugi:
  • Serbare dei segreti, sia a se stessi sia agli altri. Mantenersi riservati e poco comunicativi potenzia moltissimo l'ombra. Tra le forme di segretezza abbiamo per esempio la negazione, l'inganno intenzionale, la paura di rivelare la propria natura e il condizionamento di una famiglia disfunzionale.
  • Nutrire sensi di colpa e vergogna. Siamo tutti suscettibili di errore, nessuno è perfetto. Ma se proviamo vergogna per i nostri errori e senso di colpa per le nostre imperfezioni, l'ombra se ne alimenta e prospera.
  • Sentirsi dalla parte del torto. Se non troviamo altro modo per sbarazzarci di vergogna e sensi di colpa, ci risulterà fin troppo facile giungere alla conclusione che sia giusto così, e ci diremo: "Me lo sono meritato!" (o forse: "Se lo sono meritato!"). Il giudizio non è che senso di colpa con una verniciata di moralità, tanto per mascherare il dolore.
  • Trovare qualcuno a cui dare la colpa. Se decidiamo che il nostro dolore interiore è una questione morale, ci viene spontaneo dare la colpa a qualcuno che percepiamo come inferiore.
  • Ignorare le proprie debolezze e criticare quelle altrui. E' questo il processo della proiezione, un fenomeno che molti non vedono o non riescono a capire chiaramente. In sostanza, ogniqualvolta cerchiamo di spiegare le cause di una certa situazione attribuendola al Diavolo o a Dio, stiamo semplicemente proiettando. Lo stesso vale per l'identificazione degli "altri", i cattivi all'origine di tutti i nostri problemi. Se crediamo che gli "altri" siano il nostro problema, abbiamo semplicemente proiettato la nostra paura, anziché assumercene la responsabilità.
  • Creare separazione tra se stessi e gli altri. Quando giungiamo a convincerci che il mondo è realmente diviso tra "noi" e "loro", ci viene spontaneo attribuire al nostro campo ogni qualità positiva, e farlo coincidere con la nostra identità. L'isolamento che ne deriva accresce la sensazione di paura e sospetto, ovvero proprio ciò in cui prospera l'ombra.
  • Lottare per tenere a bada il male. La conseguenza di tale reazione a catena è che ci convinciamo che il male sia sempre in agguato, ovunque. In realtà, è accaduto solo che i creatori dell'illusione sono stati tratti in inganno dalla loro stessa creazione. Una volta riuniti, i tasselli del mosaico hanno conferito all'ombra un potere enorme.
Soluzione:
  1. Smettere di proiettare.
  2. Distaccarsi e lasciar andare.
  3. Rinunciare all'atteggiamento autogiudicante.
  4. Ricostruire il corpo emotivo.
L'ombra ci ha convinto a dare la colpa al prossimo, anziché assumerci le nostre responsabilità. Ci ha indotto a ritenerci indegni di amore e rispetto, facendo in modo che le nostre reazioni ai casi della vita siano caratterizzate da rabbia e paura. Sono scelte disastrose da cui nessuno di noi è esente, scelte che soffocano la nostra esistenza e ci privano di ogni gioia. Ecco perché è assolutamente indispensabile che, tanto per cominciare, cominciamo a rovesciare il processo. Prima cominciamo, meglio è!

Deepak Chopra da
The Shadow Effect
Il potere del nostro lato oscuro


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